Spazio Gioco @ Maker Faire Rome 2020

Spazio Gioco @ Maker Faire Rome 2020



Spazio Gioco è una parte di un progetto più grande dal titolo "La Bussola per un viaggio imprevisto". Quando nasce un bambino con disabilità in una famiglia, i genitori si trovano ad intraprendere un percorso inaspettato e tortuoso, fatto di disorientamento e fatica ad accettare la situazione. 

Nel nostro territorio era necessario creare uno spazio in grado di garantire una bussola per orientare le famiglie tra vari servizi, sportelli e figure di riferimento per intervenire precocemente sul piccolo con disabilità e sviluppare da subito le sue competenze. 

Spazio Gioco usa lo strumento del gioco per finalità educative e terapeutiche, ma anche per insegnare al bambino a giocare e a divertirsi giocando. Non è banale giocare con un bambino con autismo, non è banale che gli adulti che ha intorno sappiano giocare con lui. Spazio Gioco vuole garantire questo diritto fondamentale ad ogni bambino, anche a quello più in difficoltà.

Ecco allora che A.P.S. Gazza Ladra inizia a collaborare con We Do Fab Lab, associazione del territorio in grado di unire tecnologia, innovazione, artigianato digitale e bisogni educativi. I giochi creati dagli artigiani digitali del Fab lab sono per i bimbi di Spazio Gioco una fonte inesauribile di stimoli che sviluppano in loro attenzione, concentrazione, abilità di ragionamento, lettura e scrittura. Sono giochi perlopiù sensoriali, tattili, visivi e sonori per raggiungere il bambino attraverso quei canali comunicativi privilegiati che non passano solo attraverso il cognitivo, ma tocchino altre sfere della persona. I giochi sono stati realizzati per bambini dai 6 agli 11 anni con autismo, ritardo mentale, disabilità sensoriali (sordità, cecità), problemi comportamentali, di iperattività e disturbi dello sviluppo. Sono realizzati con materiali atossici, ogni spigolo è smussato e sono stati progettati seguendo le indicazioni delle educatrici responsabili del servizio in base alle esigenze specifiche dei piccoli beneficiari del progetto. Ecco che abbiamo una grande risorsa a Spazio Gioco che permette al momento a 30 bambini del territorio di poter godere della piacevolezza del gioco in totale sicurezza e armonia. 

Sono rimasta molto colpita da tutto il lavoro che i makers di Fab Lab hanno presentato durante la Maker Faire perché non mi immaginavo che dietro ad ogni oggetto ci fosse un lavoro di progettazione, realizzazione, taglio e finitura così curato e pensato nei minimi dettagli. Credo davvero che We do Fab Lab abbia fatto un lavoro enorme e abbia investito molto tempo, passione e impegno per realizzare ciò che ha fatto. I ragazzi del Fab Lab sono stati veramente bravi, disponibili, creativi e innovativi. Hanno ascoltato le esigenze dei bambini e delle educatrici e hanno creato qualcosa che può migliorare la vita di persone con disabilità. Credo che questo sia la più grande ricompensa per tutti.

Dottoressa Roberta Fornara, Centro Gazza Ladra

Sono passati sei anni dalla prima e ultima Maker Faire a cui il We Do Fablab ha partecipato in presenza, nelle vesti di espositore. Ricordo ancora il nostro stand, pieno di piccoli prototipi, giochi e progetti per lo più reperiti dal web o condivisi attraverso la rete dei fablab.
L’Auditorium Parco della Musica di Roma era una location spettacolare; un padiglione interamente dedicato ai Fablab italiani mi ha dato la possibilità di conoscere i makers presenti in quei tre giorni, per lo più interessati a mostrare i loro progetti tecnologici all’avanguardia.
Era la seconda edizione della fiera, c’erano centinaia di stampanti 3d in funzione e ancora si parlava di Scuola Digitale e Atelier scolastici, oltre che di Fablab.
Nel corso degli ultimi anni la partecipazione alla Maker Faire di Roma mi ha visto coinvolto come visitatore, insieme ad alcuni soci dell’Associazione, a caccia di idee, ispirazioni, nuovi sogni che potessero accompagnare la non sempre facile crescita del We Do Fablab.

  

L’anno 2020 oltre che essere stato caratterizzato dal Covid-19, è stato l’anno di conclusione del progetto “Spazio Gioco”, che ho pensato bene di sottoporre all’organizzazione della Maker Faire appena ho visto la Call per la raccolta di progetti innovativi (sezione “healthcare”).
Ancora non si sapeva se quest’ultima edizione si sarebbe svolta online o “onsite”, eppure avevamo appena concluso un percorso di progettazione, fabbricazione e allestimento durato quasi due anni; non volevo perdere l’occasione di ritrovarmi dietro uno stand con i miei amici, mostrando quanta professionalità, entusiasmo e fantasia potesse fluire da un progetto come quello.
“Online”! Quando è stato annunciato che la fiera sull’innovazione più famosa al mondo si sarebbe svolta in modalità virtuale, ognuno davanti al proprio schermo, un velo di tristezza è calato tra noi dell’Associazione; la possibilità di parlare faccia a faccia con persone con la stessa passione, il toccar con mano certi progetti… Tutto svanito, tutto finito, tutto finto.
Ma non per “Spazio Gioco”, che i primi giorni di Dicembre è stato selezionato dalla Maker Faire come progetto conforme!

 

“Spazio Gioco” racchiude una quindicina di prodotti tecnologici tra installazioni artistiche, pannelli multisensoriali, arredi, app e giochi interattivi - a supporto di bambini disabili.
Trattasi di manufatti di modeste dimensioni e peso: impossibile portare queste creazioni direttamente a Roma!
Anche perché i giochi e gli arredi erano ormai in uso presso la sede di “Spazio Gioco” (viale Libertà 30, Borgomanero) e mai ci saremmo sognati di sottrarli anche per un solo giorno ai bambini che ne usufruiscono felicemente.
Stiamo parlando di nuvole giganti che emettono fasci luminosi ad intermittenza, con colori che facilitano la quiete del bambino che ne viene a contatto; mongolfiere che grazie a ingranaggi colorati in legno si muovono su e giù per la parete della sala giochi, incantando gli sguardi dei bambini; sgabelli che se capovolti fungono da seduta per i più piccolini, o che se ruotati su un altro lato diventano dei tavolini; undici pannelli multisensoriali che stimolano il tatto, la logica, l’apprendimento; un tavolo per la merenda che emette luci intermittenti a seconda del movimento rilevato sul piano di appoggio; app che riprendono le linee guida della Comunicazione Aumentativa Alternativa.
Avremmo mai potuto portare tutto questo a Roma? No, anche perché se avessimo recuperato un furgone (o un camion!), sapevamo benissimo che lo spazio dedicato agli stand sarebbe stato risicato, a causa dell’elevato numero di espositori ogni anno presenti.

Quindi tutto sommato, poter raccontare in loco al mondo intero i nostri progetti, mostrare il contesto, interagire con i “visitatori”, anche se attraverso una webcam, ha avuto il suo indubbio vantaggio e utilità.

  

Abbiamo pensato bene di mostrare slide / foto solo di alcune fasi del work in progress dei vari giochi / arredi, per far capire cosa volesse dire, ad esempio, progettare una mongolfiera che si muove meccanicamente, o quanto dovesse essere attenta la scelta dei materiali per l’assemblaggio di arredi destinati a bambini con bisogni speciali.
Il risultato del progetto lo abbiamo mostrato toccando con mano le nostre creazioni, facendo muovere rulli, palline, corde, ma anche saltando a piedi nudi su circuiti musicali.
Anche se in maniera virtuale la cinquantina di partecipanti, divisi in tre giorni di fiera, ha potuto vedere i nostri giochi in funzione, comprendendone il funzionamento e l’utilità.

Ed è proprio questo che secondo me è importante sottolineare: non sappiamo se in occasione di un’ipotetica inaugurazione in presenza avremmo avuto il tempo e il modo di mostrare in maniera così diretta i manufatti.

 

Certo l’importante è che le nostre creazioni siano funzionali al benessere dei bambini.

 

Possiamo però confermare che la Maker Faire 2020 è stata l’occasione giusta per fare un’analisi dettagliata di ogni singola creazione del progetto “Spazio Gioco”, raccontando i motivi che ci hanno spinto a scegliere certi materiali, confrontandoci in diretta con le educatrici che vivono la “Smart Room” quotidianamente e interagendo con i partecipanti che, incuriositi, sono spesso intervenuti.
Va detto che la piattaforma online della Maker Faire non si è dimostrata facilmente fruibile, sia da noi espositori, sia da alcuni visitatori che, a quanto pare, non sono nemmeno riusciti a collegarsi al nostro stand virtuale.


L’evento Maker Faire 2020, oltre a permettere di rivederci (con tutte le precauzioni del caso legate al Covid-19), ha sancito un punto di arrivo - la fine di un progetto assai articolato - e un punto di partenza - una maggiore consapevolezza delle nostre passioni, delle nostre competenze e dei nostri limiti, che in futuro ci permetteranno di essere sempre più protagonisti del processo di innovazione sociale e tecnologica del nostro territorio.


Se vi siete persi le dirette streaming dei giorni 11, 12 e 13 dicembre dovrete pazientare un pò, affinché venga caricata online una delle registrazioni, della durata di tre ore. :-)
 

Massimiliano Ferré, We Do Fablab 
 


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