Erasmus+ Creative use of Chat GPT, AI and gamification for outdoor learning
ERASMUS +
REPORT MOBILITA’ - Cinzia Tiziana Morea
dal 25/08/2025 al 29/08/2025
Hosting Organization: Asociación Socioeducativa Eduplus, Santa Cruz de Tenerife, Spain
Workshop Creative use of Chat GPT, AI and gamification for outdoor learning
2024-1-IT02-KA121-ADU-000200910
Dal 25 al 30 agosto ho preso parte a un’intensa settimana di formazione organizzata da Edu Plus a Tenerife, dedicata all’outdoor education e alle sue connessioni con sostenibilità ambientale, inclusione e transizione tecnologica. Il gruppo dei partecipanti era composto da 21 persone, con una forte rappresentanza italiana: dodici docenti di un istituto comprensivo romagnolo, tre provenienti da Fossano (tra cui una collaboratrice scolastica), due docenti anglosassoni di una scuola cosmopolita tedesca (uno dei quali unico maschio del gruppo) e una docente dalla Slovenia. A questi si aggiungeva la nostra presenza dal Fab Lab, non necessariamente come insegnanti, ma con un focus più legato all’innovazione e alla sostenibilità. La varietà delle provenienze ha favorito un clima di inclusione e di scambio interculturale, arricchito ulteriormente dalla diversità dei ruoli.
Il primo giorno ad accoglierci è stato Steve, formatore, che ha impostato un approccio dinamico e partecipativo. Attraverso esercizi di improvvisazione teatrale – dal “mi chiamo e la mia danza è…” alla tecnica del “Yes, and…” – ci ha guidati a rompere il ghiaccio e a costruire fiducia reciproca. Questa modalità ha reso subito evidente il valore dell’apprendimento non formale come strumento per creare connessioni autentiche. La seconda parte della giornata è stata invece dedicata alla transizione tecnologica: abbiamo esplorato applicativi digitali come Gemini, ChatGPT, Character.ai, Genially e Canva, strumenti utili a supportare la creatività e la gamification nelle proposte educative.

Nei giorni successivi la formazione si è spostata sul campo, mettendo al centro i paesaggi e gli ecosistemi di Tenerife. A condurre tutti gli incontri è stato Xavier, un formatore particolarmente affabile, preparato e competente.
Parco Anaga (Giorno 2) Siamo partiti di buon mattino in direzione del parco ma la prima sosta è stata la spiaggia sabbiosa di Las Teresitas. Qui ci siamo cimentati in attività di team building, dalla creazione collettiva di una mappa dell’isola sulla sabbia, ai giochi a staffetta sull’ecosistema marino. Siamo poi ripartiti verso le alture e nelle soste nel cuore della foresta siamo stati coinvolti in giochi mimici legati alle tradizioni locali e in una divertente e articolata caccia al tesoro che ha alternato esperienze competitive ad altre cooperative che ci hanno permesso di vivere e di comprendere l’importanza dei processi di negoziazione e di collaborazione nel portare a termine un’attività. Non sono mancate le informazioni e i contenuti di tipo naturalistico, antropologico e storico che ci hanno permesso di scoprire i segreti del territorio anche attraverso l’intensità meditativa di un bagno di foresta. Queste esperienze hanno mostrato come la sostenibilità ambientale e la conoscenza passino anche dalla capacità di creare legami di relazione profonda ed emozionale con la natura. Sono stati inoltre proposti esempi di gamification per stimolare la partecipazione e la curiosità dei gruppi.

Debriefing e metodologia TORE (Giorno 3) La giornata è stata dedicata alla rielaborazione delle esperienze, con l’approfondimento del metodo TORE (Thematic, Organised, Relevant, Enjoyable), noto in Italia anche come EROT. Questo approccio, tra gli strumenti presentati, ha occupato un ruolo centrale e deriva dai principi dell’interpretazione del patrimonio culturale di Sam H. Ham e Freeman Tilden. Proporre un’attività che abbia un tema chiaro e definito (Thematic), sia ben strutturata e organizzata (Organised) sia rilevante per i partecipanti (Relevant) e sia il più possibile divertente e piacevole (Enjoyable) rende le esperienze educative significative, coerenti e coinvolgenti. Questo ha evidenziato come l’educazione all’aperto non debba limitarsi a trasmettere contenuti, ma puntare a esperienze pertinenti e profonde.

Escursione al Teide (Giorno 4) La visita al vulcano ha offerto un contesto unico per riflettere sulle sfide della conservazione in ambienti estremi, bilanciando turismo e tutela ecologica. La visita al vulcano ci ha permesso di osservare con i nostri occhi i cambiamenti della natura circostante, ammirando il paesaggio da diversi punti di vista collocati lungo il percorso. Attraverso giochi di ruolo abbiamo imparato la storia geologica delle Isole Canarie, immedesimandoci noi stessi nelle isole. Ci siamo trasformati anche in astronauti, esploratori di un territorio inospitale come quello vulcanico, incaricati di osservare con attenzione ogni dettaglio, fotografarlo e annotare informazioni. Con tecniche di improvvisazione teatrale siamo diventati gli antichi abitanti dell’isola, i Guanci, che si ritrovavano in cerchio per narrare storie e miti del loro tempo. Tra questi, quello della nascita del vulcano: quando Guayota, il demone malvagio che abitava nel monte Echeyde (oggi conosciuto come Teide), rapì Magec, il dio della luce e del sole, imprigionandolo all’interno del vulcano e gettando così la terra nell’oscurità. Solo grazie all’intervento di Achamán, la divinità suprema, Magec fu liberato e la luce tornò a risplendere, mentre Guayota venne nuovamente rinchiuso nelle profondità del Teide.

Sintesi e chiusura (Giorno 5) L’ultima giornata è stata dedicata a un brunch collettivo e a un laboratorio creativo di co-progettazione, in cui, una volta divisi in squadre, abbiamo ideato e testato insieme un gioco educativo in un parco cittadino. Questa attività ha rappresentato un momento di inclusione e di collaborazione, dimostrando come esperienze condivise possano generare strumenti replicabili in contesti diversi.

Conclusioni
La settimana di formazione a Tenerife ha confermato con forza quanto l’educazione all’aperto non possa essere ridotta alla semplice idea di spostare l’apprendimento fuori dall’aula. Essa si rivela piuttosto come un approccio complesso e integrato, in grado di intrecciare la dimensione educativa con quella ambientale, culturale, sociale e persino emotiva. Attraverso attività pratiche, momenti di riflessione e immersioni profonde negli ecosistemi dell’isola, abbiamo potuto sperimentare un percorso che ha reso l’apprendimento al tempo stesso coinvolgente, trasformativo e memorabile. Uno degli aspetti per me più significativi di questa esperienza è stato proprio il suo impatto personale ed emozionale. Lavorare insieme in contesti naturali, condividere sfide, giochi e attività di gruppo ha generato un senso di appartenenza e di connessione che difficilmente si sarebbe potuto costruire in un’aula tradizionale. Ognuno ha avuto l’opportunità di mettersi in gioco, scoprendo nuove risorse di sé e, al contempo, valorizzando le diversità del gruppo: professionali, culturali e linguistiche. Questo ha favorito non solo lo scambio di buone pratiche, ma anche un arricchimento umano fatto di relazioni, ascolto e collaborazione. Parallelamente, Tenerife si è rivelata un laboratorio vivente di turismo sostenibile, un’isola capace di mostrare i suoi ecosistemi nascosti, i suoi paesaggi meno noti, le fragilità dovute al turismo di massa e le potenzialità di un approccio diverso, rispettoso e consapevole. Vivere la natura in modo diretto, disegnando l’isola sulla sabbia, camminando nelle foreste, respirando l’atmosfera del Teide, ha permesso di comprendere che la sostenibilità non è un concetto astratto, ma un’esperienza che si traduce in pratiche quotidiane, in scelte responsabili e in un nuovo modo di abitare i luoghi, compreso quello in cui vivo. In questa prospettiva, l’outdoor education si è intrecciata con un’idea più ampia di ecologia come cura della casa comune. Il termine greco oikos, che significa “casa”, ci ricorda che l’ambiente non è qualcosa di esterno a noi, ma lo spazio vitale che condividiamo e che siamo chiamati a custodire. Questa formazione ha reso evidente che costruire esperienze educative significative significa anche promuovere uno sguardo ecologico: non solo osservare e studiare la natura, ma sentirsi parte di essa, sviluppare un senso di responsabilità e tradurlo in azioni concrete di tutela e di valorizzazione.
Infine, il percorso ha sottolineato il valore di integrare tre dimensioni trasversali fondamentali: la sostenibilità ambientale, come impegno verso la protezione dei paesaggi e degli ecosistemi, l’inclusione, come riconoscimento della ricchezza delle diversità e costruzione di esperienze accessibili a tutti e la transizione tecnologica, come opportunità per arricchire l’educazione con strumenti innovativi senza perdere la centralità dell’esperienza umana e del contatto diretto con la natura.
Torna al blog
