Erasmus + Fabricademy

Erasmus + Fabricademy



ERASMUS + 

REPORT MOBILITA’ -  Giada Zerboni
dal 19/05/2025 al 24/05/2025
Hosting Organization: Green Fabric Brussels
Job Shadowing
2024-1-IT02-KA121-ADU-000200910

 

 

Fabricademy è un corso interdisciplinare tra tessile, fabbricazione digitale e biologia, pensato per applicare le nuove tecnologie al mondo del tessile. Costruisce una rete di fablab specializzati e promuove lo scambio di pratiche etiche e innovative in chiave open source.

Il corso dura 6 mesi e i partecipanti si appoggiano a fablab convenzionati per sviluppare i propri progetti, spaziando dal design ai biomateriali. Le lezioni sono online, con esperti da tutto il mondo. Dal 2017, ogni anno si organizza un bootcamp di una settimana in un luogo diverso per approfondire i temi del programma.

Nel 2025 il bootcamp si è tenuto a Bruxelles (19–24 maggio) con 25 partecipanti da tutto il mondo. Organizzato dal fablab Green Fabric, specializzato nel tessile, lo spazio include anche una merceria di seconda mano.
 

Programma del bootcamp

Giorno 1 – Biomateriali
Dopo un’introduzione generale sui biomateriali e la presentazione di progetti applicati al mondo del tessile, si sono svolti tre workshop pratici:

  • produzione di bioplastiche, con la realizzazione di un prototipo utilizzando glicerina e scarti tessili;

  • manipolazione del micelio, culminata nella creazione di un piccolo oggetto;

  • colorazione mediante batteri.

I workshop, condotti da esperte della Fabricademy, hanno offerto una panoramica concreta su alcuni ambiti di applicazione della biologia nel settore tessile.


Giorno 2 – City FabLab 1
Questa giornata si è svolta presso il City FabLab 1. La città di Bruxelles sostiene economicamente tre FabLab, impiegando otto persone a tempo pieno. È attiva anche una rete che connette tutti i FabLab della città, inclusa la Green Fabric, favorendo la realizzazione di progetti condivisi come la Maker Faire o le residenze per maker. Per questo motivo, una parte del bootcamp si è svolta anche in uno dei FabLab cittadini e non solo presso la Green Fabric.

Il City FabLab 1 è attrezzato con tre laser cutter, altri macchinari per la fabbricazione digitale, e uno spazio per la lavorazione del legno dotato di macchina CNC.

Il tema centrale della giornata è stato l’open source circular fashion, un approccio che mira a ridurre al minimo gli scarti di materiale, evitando l’uso di colle o cuciture grazie a pattern ad incastro realizzati tramite taglio laser. Dopo una parte introduttiva teorica e l’analisi di alcuni esempi, i partecipanti hanno realizzato un proprio pattern su Fusion 360, procedendo poi al taglio con le macchine del City FabLab 1.

In tarda mattinata è stata inoltre organizzata una visita a Permafungi, un’azienda attiva dal 2014 nella produzione di funghi e nella ricerca. La visita ha permesso di approfondire i processi di coltivazione e trasformazione del micelio, tema introdotto già nel workshop del giorno precedente.


Giorno 3 – Open Source Hardware e Software
La giornata si è concentrata sulle macchine presenti alla Green Fabric, con un focus su hardware e software open source e a licenza libera. Sono state approfondite le seguenti tecnologie:

  • Hollander Beater di Mekanika (azienda open source di Bruxelles), utilizzata per estrarre cellulosa dai materiali – attualmente presente alla Green Fabric come prototipo.

  • EEW Cone Winder e EEW 6.0 (Dreaming Robots), per l’avvolgimento e la filatura dei filati.

  • Hilo Spinning Machine (Studio Hilo).

  • Light Felt Loom, progettata direttamente da Green Fabric.

  • Kniterate, macchina tessile programmabile per la creazione di tessuti.

  • Knitting machine hackerate, modificate con Arduino per il collegamento al computer e la digitalizzazione del telaio.

  • Circular Sock Machine, costruita direttamente nel FabLab.

Successivamente si è svolto un workshop di ricamo digitale: ogni partecipante ha creato un disegno con il software open source Inkscape e l’estensione Ink/Stitch, che è stato poi ricamato dalla macchina automatica.

Infine, i partecipanti sono stati suddivisi in sottogruppi per l'avvio del progetto finale. Il mio gruppo si è occupato dei biomateriali per realizzare una maglia, utilizzando disegni digitali e sperimentando l’uso delle macchine digitali del FabLab per le decorazioni.


Giorno 4 – Visita al Centexbel e E-Textiles
La giornata è iniziata con una visita al Centexbel, presso l’Università di Ghent. Il centro è specializzato nella ricerca sui biomateriali e collabora con diverse aziende. Dispone di laboratori attrezzati per sperimentazione, test e sviluppo di filati tecnici. Durante la mattinata sono state tenute brevi lezioni sull’uso dei biomateriali per migliorare le proprietà dei tessuti e per la realizzazione di filati avanzati.

Nel pomeriggio, l’approfondimento è stato dedicato agli e-textiles, ovvero circuiti elettrici integrati nei tessuti tramite filo conduttivo. Si è lavorato con un tessuto colorato con inchiostro termocromatico, che cambia colore in base alla temperatura. Cucendo un tracciato con filo conduttivo e collegandolo a una batteria, è stato possibile ottenere un effetto visivo: l’area intorno al circuito cambiava colore al passaggio della corrente, grazie al calore generato.


Giorno 5 – Progetto Finale
L’intera giornata è stata dedicata alla realizzazione del progetto finale. I partecipanti si sono suddivisi in gruppi tematici: biomateriali, circuiti elettrici, micelio. Ogni gruppo ha sviluppato un oggetto sperimentale, mettendo in pratica le competenze acquisite.

Il gruppo di cui ho fatto parte, focalizzato sui biomateriali, ha realizzato due corsetti utilizzando pannelli di materiale biomateriale (formato 50x70 cm) creati due giorni prima. I corsetti sono stati tagliati a laser e cuciti con filo di agar agar.

La presentazione finale si è svolta presso il City FabLab 1.


Giorno 6 – Maker Faire di Bruxelles
L’ultimo giorno è coinciso con l’apertura della Maker Faire di Bruxelles, organizzata dalla rete locale dei FabLab. L’evento si è svolto in uno stabilimento vicino al City FabLab 1 e ha coinvolto non solo i FabLab, ma anche maker indipendenti e aziende.

Anche Fabricademy era presente con uno stand e ha organizzato nel pomeriggio una dimostrazione sui soft robotics: oggetti in grado di cambiare forma tramite l’inserimento di aria. La realizzazione dei prototipi è risultata semplice: due fogli di vinile con all’interno una sagoma in carta da forno, sigillati con una pressa a caldo. Soffiando aria all’interno, l’oggetto si gonfia e si deforma.


Considerazioni finali e ritorno al WeDo FabLab
Questa mobilità ha rappresentato una preziosa opportunità di sviluppo professionale. In qualità di insegnante, ho potuto ampliare le mie competenze su biomateriali, micelio, circuiti tessili e macchinari per la lavorazione del tessile. I workshop e gli esempi proposti costituiscono un’importante fonte di ispirazione per attività rivolte sia a giovani che ad adulti.

I temi affrontati sono pienamente in linea con i principi della sostenibilità e dell’inclusione: si è parlato di economia circolare, riuso, e nuovi materiali biodegradabili, con potenziale per coinvolgere diverse professionalità. Un altro punto centrale è stato l’approccio open source, che prevede la condivisione dei progetti e l’uso di software e hardware accessibili a tutti, coerente con i macro-temi Erasmus legati alla sostenibilità e all’accessibilità.

Infine, ho avuto l’occasione di confrontarmi con professioniste altamente qualificate, ognuna specializzata in ambiti diversi, creando opportunità di rete e collaborazione per nuovi progetti futuri.

Il WeDo Fablab, già attivo da un anno in progetti legati al tessile e ai biomateriali, sta avviando un’area dedicata a queste sperimentazioni. L’aspetto più interessante, con possibile ricaduta sul laboratorio, è lo sviluppo di vestiti o accessori in biomateriale, tagliati a laser. Questo approccio può favorire collaborazioni trasversali tra ambiti come biologia e design. Alcune delle macchine viste alla Green Fabric, in particolare la ricamatrice, potrebbero essere acquisite anche dal WeDo Fablab, ampliando così il pubblico di riferimento e le potenziali sinergie.


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