Erasmus+ FarmLab
ERASMUS +
REPORT MOBILITA’ - Giada Zerboni
dal 02/06/2026 al 04/06/2026
Hosting Organization: FarmLab
Job Shadowing
2024-1-IT02-KA121-ADU-000200910

Introduzione
FarmLab è un hub creativo rurale situato a Kapfenstein, nella regione della Stiria sud-orientale, in Austria. Sviluppata all’interno di una piccola azienda agricola attiva, l’organizzazione combina artigianato tradizionale, agricoltura sostenibile, ricerca sui materiali naturali e tecnologie di fabbricazione digitale. Le sue attività comprendono workshop educativi, residenze artistiche e di ricerca, progetti di cooperazione europea e sperimentazione di modelli produttivi circolari basati sulle risorse locali. FarmLab promuove un approccio interdisciplinare che mette in relazione natura, tecnologia, design e pratiche artigianali, con una forte attenzione alla sostenibilità, agli stili di vita rigenerativi e all’innovazione rurale.
L’organizzazione è stata scelta come partner ospitante perché la sua missione e il suo modello operativo riflettono da vicino diversi aspetti del contesto in cui opera We Do Fablab. In particolare, FarmLab rappresenta un interessante esempio di come le pratiche del making, la fabbricazione digitale e l’apprendimento basato sulla comunità possano essere integrati in un ambiente rurale, dimostrando come l’innovazione possa nascere anche al di fuori dei centri urbani pur rimanendo connessa a reti internazionali e ad approcci educativi contemporanei.
La mobilità è durata tre giorni, dal 2 giugno al 4 giugno 2026.
LEARNING OUTCOME 1: Know how, workflow management and helping staff
Obiettivo
Acquisire informazioni sulla tipologia di realtà osservata e sui metodi adottati per rendere l’attività sostenibile dal punto di vista organizzativo, economico e sociale.
Attività e Osservazioni
L’esperienza di job shadowing ha offerto l’opportunità di osservare da vicino la gestione quotidiana di FarmLab e i flussi di lavoro adottati per coordinare le sue diverse attività. Un’attenzione particolare è stata dedicata all’osservazione del lavoro di Silvia Brandi, cofondatrice e coordinatrice di numerosi progetti educativi, culturali ed europei sviluppati dall’organizzazione.
FarmLab opera come un ambiente distribuito composto da diversi spazi interni ed esterni dedicati a workshop, fabbricazione digitale, sperimentazione tessile, tintura naturale, agricoltura e ospitalità. Le attività quotidiane sono quindi distribuite in più aree interconnesse, richiedendo un coordinamento costante tra gestione dei progetti, attività educative, manutenzione delle strutture e cura dell’ambiente agricolo.
L’osservazione si è concentrata sulla comprensione di come queste diverse dimensioni convivano all’interno dello stesso contesto fisico e di come le attività personali, familiari e professionali vengano organizzate in un ambiente in cui spazi di vita e di lavoro sono strettamente interconnessi. L’esperienza ha fornito spunti significativi sulla gestione pratica di un piccolo hub di innovazione rurale, evidenziando strategie per bilanciare programmi educativi, attività di ricerca, collaborazioni internazionali ed esigenze operative quotidiane.
Il job shadowing ha inoltre incluso momenti di confronto informale riguardanti lo sviluppo di progetti, la costruzione di partenariati, le opportunità di finanziamento e la gestione di iniziative europee, offrendo una comprensione più ampia del modello organizzativo che sostiene la sostenibilità a lungo termine di FarmLab.
LEARNING OUTCOME 2: Plant-Based Materials
Obiettivo
Sviluppare competenze pratiche di base nell’identificazione, raccolta e lavorazione preliminare di piante tintorie e officinali, esplorandone il possibile utilizzo in workshop educativi, attività di tintura naturale e sperimentazione di biomateriali.
Attività e Osservazioni
La mobilità ha incluso la partecipazione ad attività pratiche legate ai materiali di origine vegetale e ai processi di tintura naturale. In base alle condizioni stagionali e alla disponibilità delle piante, le attività si sono concentrate sulla documentazione e preparazione di materiali naturali destinati a futuri workshop educativi e attività di sperimentazione.
Una parte significativa dell’esperienza è stata dedicata alla lavorazione e alla tintura con indaco naturale. La polvere di indaco utilizzata durante le attività era stata prodotta a partire da piante coltivate e lavorate presso FarmLab nella stagione precedente. Si è seguito l’intero processo necessario alla preparazione di una tintura fermentata a base di fruttosio, documentando ogni fase del procedimento e contribuendo allo sviluppo di un protocollo dettagliato per futuri utilizzi educativi.
Sono stati condotti diversi esperimenti per monitorare e regolare le condizioni della tintura, con particolare attenzione alla gestione della temperatura e ai tempi di attivazione. Attraverso prove ripetute e osservazioni protratte per diverse ore, è stato possibile ottenere un processo di riduzione e tintura efficace, producendo risultati soddisfacenti e acquisendo preziose conoscenze pratiche sulle variabili che influenzano i sistemi di fermentazione e riduzione dell’indaco naturale.
Ulteriori attività hanno incluso la sperimentazione della coltivazione di materiali simili a tessuti ottenuti dalle radici dei cereali, progetto sviluppato in una residenza artistica precedente. Si sono esplorati approcci alternativi alla produzione di biomateriali e le loro potenziali applicazioni in contesti educativi e legati alla cultura maker.
Entrambe le attività hanno contribuito ad ampliare la comprensione dei partecipanti riguardo alla relazione tra risorse naturali, sperimentazione sui materiali e metodologie di apprendimento pratico.
Conclusioni
L’esperienza di job shadowing presso FarmLab ha fornito numerosi spunti di riflessione utili per le attività future di We Do Fablab, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello educativo.
Dal punto di vista gestionale, l’osservazione diretta delle modalità di lavoro adottate da FarmLab ha permesso di approfondire le strategie attraverso cui una piccola organizzazione rurale riesce a integrare attività educative, sperimentazione, progettazione europea e gestione degli spazi. In particolare, è emersa l’importanza di una pianificazione flessibile, capace di adattarsi alle condizioni ambientali, alla stagionalità delle attività e alle opportunità di collaborazione che si presentano nel corso dell’anno. Questi elementi rappresentano uno stimolo per continuare a sviluppare modelli organizzativi sostenibili anche nel contesto di We Do Fablab.
Dal punto di vista educativo, le attività dedicate ai materiali di origine vegetale hanno ampliato il repertorio di pratiche e metodologie che potranno essere integrate nei futuri laboratori rivolti a giovani e adulti. La documentazione dei processi osservati, in particolare quelli relativi all’estrazione e all’utilizzo dell’indaco naturale e alla sperimentazione con biomateriali ottenuti da risorse vegetali, costituirà una base utile per la progettazione di nuove attività didattiche che mettano in relazione sostenibilità ambientale, artigianato, scienza dei materiali e cultura maker.
L’esperienza ha inoltre rafforzato l’interesse verso approcci educativi che valorizzano l’apprendimento esperienziale, la sperimentazione pratica e la connessione tra saperi tradizionali e tecnologie contemporanee. In questo senso, FarmLab ha rappresentato un esempio significativo di come il making possa essere interpretato in chiave ecologica e territoriale, offrendo nuovi spunti per sviluppare percorsi formativi capaci di collegare innovazione, sostenibilità e partecipazione attiva delle comunità locali.
Infine, la mobilità ha contribuito a consolidare le relazioni tra le due organizzazioni, creando le basi per possibili future collaborazioni nell’ambito della formazione, della sperimentazione sui materiali naturali e della progettazione europea.
Visita a Center Rog di Lubiana - 01 giugno 2026
Durante il viaggio di andata verso FarmLab è stata effettuata una visita di studio presso il Center Rog di Lubiana, grazie alla disponibilità di Tauan Bernardo, direttore del Fab Lab della struttura. Il centro rappresenta uno dei più importanti spazi europei dedicati alla creatività, al making e alla produzione condivisa, nato dalla riqualificazione dell'ex fabbrica di biciclette Rog, storico complesso industriale della città successivamente trasformato in hub pubblico per le industrie creative. Il progetto è promosso e gestito dal Comune di Lubiana, che ne coordina le attività e lo sviluppo strategico.
La visita ha permesso di esplorare i nove laboratori produttivi che costituiscono il cuore del centro: Fab Lab, laboratorio del legno, dei metalli, del tessile, della ceramica, del vetro, della gioielleria, dei biomateriali (Green Lab) e dell'alimentazione. Tutti gli spazi sono dotati di attrezzature professionali e sono accessibili alla comunità attraverso programmi formativi, corsi e sistemi di membership che consentono l'utilizzo autonomo delle infrastrutture.
Durante l'incontro sono stati approfonditi gli aspetti organizzativi della struttura, che impiega circa cinquanta persone tra staff interno ed esperti esterni. È emerso come la missione principale del centro sia rivolta allo sviluppo della comunità locale e al sostegno delle industrie creative del territorio. Le collaborazioni internazionali risultano concentrate soprattutto nell'ambito delle residenze artistiche e dei programmi di ospitalità per creativi, ricercatori e designer provenienti dall'estero.
La visita ha offerto un'interessante occasione di confronto con un modello di makerspace pubblico di grandi dimensioni, caratterizzato da una forte integrazione tra artigianato tradizionale, tecnologie digitali e servizi rivolti alla cittadinanza, fornendo spunti utili per riflettere sulle diverse modalità di gestione e di apertura al territorio che possono caratterizzare gli spazi dedicati al making e all'innovazione sociale.
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