Erasmus+ Summer Lab 2025 Bio Design 5

Erasmus+ Summer Lab 2025 Bio Design 5



ERASMUS +
REPORT MOBILITA’ - Ilaria Macchi
dal 13/07/2025 al 20/07/2025
Hosting Organization: Summer Lab Biodesign

 

GIORNO 0 – Domenica 13 luglio

Attività: Arrivo in Spagna, accoglienza e sistemazione.

Sono partita all’alba con le altre quattro partecipanti al corso in direzione Bilbao. Qui abbiamo avuto tempo di esplorare la città prima di prendere il bus che ci ha portate a Oviedo, dove Marlen e Manuel (gli organizzatori del Laboratorio) sono venuti a prenderci in auto per fare la spesa e dirigerci verso le valli asturiane.

Abbiamo così raggiunto il piccolo borgo di Ladines, all’interno del Parco Naturale di Redes. Mi sono sistemata negli alloggi rurali condivisi con le altre partecipanti, appartamenti completi in cui abbiamo trovato tutto il necessario per cucinare.

Abbiamo poi visitato il Laboratorio, dove Marlen Lopez Fernandez (architetta), Manuel Persa (designer) e Iara Chapuis (illustratrice scientifica) hanno presentato nel dettaglio il programma della settimana e abbiamo iniziato a conoscerci.

Ci è poi stata offerta una cena nell’unico bar/ristorante di Ladines, durante la quale abbiamo avuto modo di raccontare chi siamo e cosa facciamo, cosa fa il WeDo FabLab e come mai abbiamo voluto partecipare a questa mobilità.

Riflessioni:

  • L’ambiente ha favorito fin da subito uno spirito comunitario e informale, elemento chiave per l’inclusione.
     

  • L’uso di architettura vernacolare e materiali locali è stato un primo spunto per riflettere sulla sostenibilità applicata all’abitare.
     

 


 

GIORNO 1 – Lunedì 14 luglio

Attività:

  • Sessione yoga mattutina. La gentilissima Marisol ci ha guidate in una sessione di yoga adatto a tutti i livelli che ci ha caricate di energia per affrontare la prima giornata di corso.

  • Modulo formativo: il colore

 

Marlen e Iara ci hanno introdotte al mondo dei pigmenti naturali e alla creazione di una personale “palette” di pigmenti. Ognuna ha infatti creato il proprio pantone provando i pigmenti già pronti (tra cui mallo di noce, buccia di castagna, eucalipto, cavolo rosso, mirtillo ecc) e gli effetti prodotti dall’aggiunta di acido citrico o bicarbonato. Ci è stato spiegato come ottenere le tinte e i pigmenti lacca a partire dalle materie prime naturali con l’aggiunta di gomma arabica liquida e olio essenziale di chiodi di garofano.

 

Nella sessione di lavoro pomeridiana abbiamo continuato a parlare di colore e di come sia stato classificato nella storia. Ci siamo spostate nel bosco per cercare e raccogliere elementi naturali di diversi colori a cui poi ognuna ha assegnato nomi di propria invenzione. 

 

 

Dopo un confronto in laboratorio sui colori “raccolti”, Iara ci ha fornito i materiali per creare ognuna il proprio “Cuaderno de Redes”, un quaderno autoprodotto, in formato leporello, che ci è stato utile per tutta la settimana per dipingere, disegnare, prendere appunti e scrivere durante le attività in Natura. 

Una volta creato il quaderno siamo nuovamente uscite dal laboratorio per dirigerci in un grande prato dove Iara ci ha proposto un’attività di pittura en plein air in cui, a partire da macchie create casualmente con l’acquerello, abbiamo dipinto elementi naturali ispirati a ciò che potevamo osservare nel paesaggio. 



 

  • Lecturas nocturnas

Abbiamo incontrato Pipo Roces, ingegnere forestale, per parlare di gestione delle aree naturali e di protezione della biodiversità. Il suo lavoro si concentra sull'analisi degli ecosistemi forestali e dei paesaggi rurali, nonché sui molteplici benefici che offrono alla società.

 

Competenze acquisite:

  • Creazione di pigmenti naturali

  • Osservazione della natura e dei suoi colori

  • Disegno creativo a partire da macchie ad acquerello 

Collegamenti agli outcome:

  • Outcome 1: confronto con le metodologie della struttura ospitante.

  • Outcome 2: prime nozioni su metodologie in ottica biomimetica e applicazione al disegno.
     




 

GIORNO 2 – Martedì 15 luglio

Attività:

  • Modulo formativo: biofabbricazione

Non avendo la sessione di yoga mattina, abbiamo approfittato di una tregua dalla pioggia per fare una passeggiata nei boschi che si raggiungono in pochi minuti dagli alloggi, scoprendo un antico mulino ad acqua e una vegetazione rigogliosa e verdissima.

Alle 10.00 abbiamo incontrato Manuel, esperto in biomateriali. Abbiamo potuto osservare le sue creazioni di design realizzate con bucce di castagna, bucce di arancia, caffè, aglio e metterci poi all’opera per provare noi stesse a produrre dei campioni di materiali. 

Divise a coppie, con misurini, fornelletti elettrici e boccette varie, abbiamo seguito le ricette fornite da Manuel sperimentando con gelatina, glicerina, amido, caffè, agar agar, arancia. I materiali non solidificano subito, abbiamo quindi riposto tutto nel laboratorio di Manuel per i giorni seguenti (purtroppo il clima è stato molto umido e molti dei materiali non si sono mai solidificati o hanno generato muffe).




 

Nel pomeriggio abbiamo incontrato Lucía González Cuesta, astrofisica, ideatrice di Allande Stars, un'iniziativa di divulgazione scientifica sull'astronomia nelle aree rurali, che valorizza il patrimonio culturale e naturale di queste regioni e promuove la protezione del cielo notturno.

Abbiamo parlato del sole, della sua relazione con la Terra e la Luna e abbiamo avuto modo di usare un telescopio solare che ci ha permesso di osservare macchie e tempeste solari. 

  • Lecturas nocturnas

Dopo una pausa, l’incontro con Lucìa è proseguito al bar per una chiacchierata serale in cui ha parlato del suo percorso personale e professionale legato all’interesse per le stelle. Ha poi continuato parlandoci dell’inquinamento luminoso e di quanto sia dannoso. Ci ha suggerito di consultare la mappa dell’inquinamento luminoso che usa dati Nasa ed è in continuo aggiornamento.

Dopo cena, a tarda sera, abbiamo nuovamente incontrato Lucìa per un’osservazione del cielo notturno durante la quale ci ha insegnato a individuare la stella polare e diverse costellazioni. Abbiamo poi osservato alcune stelle con un telescopio.

 

Competenze acquisite:

  • Preparazione di biomateriali 

  • Basi di astronomia

Collegamenti agli outcome:

  • Outcome 2: osservazione e concettualizzazione.

  • Transizione tecnologica: ricerca di materiali alternativi e biodegradabili.

  • Sostenibilità ambientale: problematicità dell’inquinamento luminoso
     



 

GIORNO 3 – Mercoledì 16 luglio

Attività:

  • Sessione yoga mattutina

  • Modulo formativo: forme e modelli

Dopo un’introduzione sulle forme ricorrenti in natura, siamo passati all’osservazione e all’astrazione di forme e pattern. L’obiettivo di questo modulo era quello di ottenere forme basilari e ripetibili dall’osservazione dettagliata di frutta tagliata a metà, trasversalmente, a spicchi prima disegnandole a mano e trasferendole poi in digitale. Manuel ha poi usato il file ottenuto per creare dei piccoli moduli stampati in 3D.

 

Concluso il lavoro in laboratorio, ci siamo spostate nel bosco insieme a Iara per disegnare nella Natura. Ci ha proposto due esercizi interessanti: disegnare senza guardare il foglio, mantenendo lo sguardo sul soggetto naturale (nel mio caso un tronco ricoperto di licheni); posizionare il quaderno in modo che foglie, rami, ecc producessero un’ombra sul foglio bianco e “ricalcare” le forme prodotte dalla luce.

  • Lecturas nocturnas

Abbiamo incontrato l’architetta Esther Roldàn che ci ha raccontato il suo percorso professionale e le difficoltà che da donna ha affrontato in un ambiente prevalentemente maschile.
 

Competenze acquisite:

  • Osservazione di forme e pattern in natura

  • Astrazione e digitalizzazione di pattern

  • Tecniche di disegno in natura
     

Collegamenti agli outcome:

  • Outcome 2: sviluppo sostenibile, prototipazione. Osservazione e concettualizzazione.

  • Transizione tecnologica: trasferimento della forma naturale in geometria.

  • Inclusione
     



 


 

GIORNO 4 – Giovedì 17 luglio

Attività:

  • Modulo formativo: le funzioni

Dal mattino fino a pomeriggio inoltrato siamo state impegnate in un trekking sulle montagne intorno a Ladines, accompagnate da Alvaro Bueno, professore all’Università di Oviedo, biologo e botanico specialista in conservazione della flora e della vegetazione. Negli ultimi anni, si è occupato principalmente di progetti di restauro e giardinaggio utilizzando esclusivamente specie autoctone dell'area da ripristinare e ha tenuto corsi sulla diversità vegetale e la conservazione degli ecosistemi. Con il suo aiuto abbiamo osservato numerosissime specie vegetali, tra cui alcune endemiche. Ci ha spiegato la natura dei boschi che abbiamo attraversato (tra cui castagneti) e le funzioni che piante e licheni mettono in atto per adattarsi al luogo in cui si trovano. 

Durante la camminata abbiamo raccolto foglie, licheni, insetti morti, che abbiamo poi osservato al microscopio una volta rientrati in laboratorio. Qui abbiamo analizzato a fondo gli elementi scelti (uno a testa) con l’ausilio di uno schema fornito da Marlene, utile guida per un’analisi volta a far emergere le strategie di adattamento emerse, a concettualizzare quanto appreso e a progettare secondo i principi biomimetici. Personalmente ho scelto di lavorare sul lichene Usnea, a cui ho dedicato il mio progetto finale. 

 

  • Lecturas nocturnas

L’ospite del giorno era Natalia Suárez, artigiana ceramista, asturiana di nascita, tornata nella sua terra natale dopo aver lavorato a lungo come designer a Barcellona. Ci ha parlato del suo progetto, WOODIC, e di come lo stia portando avanti da sola in un piccolo borgo asturiano.

 

Competenze acquisite:

  • osservazione delle specie botaniche, loro analisi e tassonomia biomimetica

  • concettualizzazione dell’organismo selezionato

  • studio del contesto

  • sviluppo di un progetto di ispirazione biomimetica in una soluzione tecnica

  • utilizzo del microscopio digitale per osservazioni morfologiche

  • approccio funzionale al design ispirato alla biologia
     

Collegamenti agli outcome:

  • Outcome 2: Osservazione e concettualizzazione. 

  • Implementazione tecnica delle idee osservate.

  • Transizione tecnologica: uso di strumenti avanzati in modo accessibile e inclusivo.

  • Inclusione: lavoro collaborativo e apertura a ogni livello di preparazione.

     


 

GIORNO 5 – Venerdì 18 luglio

Attività:

  • Modulo formativo: intelligenza artificiale applicata alla biomimetica

Con Manuel abbiamo sperimentato l’uso di ChatGPT e Leonardo per lavorare ulteriormente sul progetto personale iniziato il giorno precedente. Con l’uso dell’IA ho approfondito le funzioni adattive di Usnea che mi sembravano più interessanti per applicarle poi a un’idea progettuale. Ho sviluppato l’idea di un rivestimento tessile modulare ispirato alla struttura filamentosa del lichene e alle sue funzioni bioindicatrici e igroscopiche.


 

 

  • Lecturas nocturnas

Abbiamo incontrato Ramón Rubio, professore all’Università di Oviedo e presidente del MediaLab presso lo stesso ateneo. Ci ha parlato di crescita esponenziale in natura, e di come sia fondamentale tenerne conto quando si introduce un elemento all’interno di un sistema. A tal proposito ha ideato un gioco da tavola che ci ha fatto testare.
 

Competenze acquisite:

  • Uso di software di intelligenza artificiale per lo sviluppo di un progetto
     

Collegamenti agli outcome:

  • Apprendimento di nuove metodologie di lavoro

  • Metodologie creative per la progettazione interdisciplinare

  • Integrazione tra natura, tecnologia e progettazione digitale
     


 

GIORNO 6 – Sabato 19 luglio

Attività:
 

  • Presentazione pubblica dei progetti personali.

 

Sabato mattina abbiamo presentato i progetti finali alla presenza di alcune persone invitate da Laboratorio Biomimetico. È stato un bel momento, Iara ha voluto dire due parole su ognuna di noi e poi ci ha lasciato spazio per descrivere il nostro progetto. A seguire abbiamo ascoltato l’intervento di Juan Carlos Santos, sociologo specializzato in artigianato e lusso. Ha sviluppato una propria metodologia basata sull'analisi del discorso simbolico degli oggetti e sul loro ruolo nella mediazione delle relazioni sociali e nella formazione dell'immaginario collettivo e la divulga con conferenze e corsi. In particolare si è soffermato sull’artigianato d’innovazione e sui collegamenti con l’approccio biomimetico.

  • Pranzo di chiusura e riflessione condivisa.

  • Scrittura creativa

Nel pomeriggio abbiamo recuperato l’attività di scrittura creativa nel bosco che il giorno prima abbiamo dovuto saltare a causa della pioggia. Marlene ci ha proposto degli esercizi di scrittura, tra cui uno ispirato a Gianni Rodari.

Competenze consolidate:

  • Sintesi dei principi osservati nella natura.
     

  • Capacità di narrazione progettuale e presentazione pubblica.
     

Collegamenti agli outcome:

  • Outcome 2: progettazione, prototipazione e comunicazione.
     


 

GIORNO 8 – Domenica 20 luglio

Attività: Saluti, partenza e conclusione delle attività.

Abbiamo salutato Ladines e il laboratorio, e in mattinata siamo arrivate a Oviedo. Io ho preso una stanza proprio vicino alla Cattedrale e ho potuto visitare la città fino al pomeriggio del giorno seguente quando ho ritrovato le altre compagne di viaggio per il ritorno in Italia.

 

Obiettivi della mobilità e attività realizzate

Outcome 1 – Organizzazione e gestione del lavoro

Durante il soggiorno, ho osservato e analizzato il modello organizzativo del Laboratorio Biomimetico. La gestione delle attività formative si è dimostrata strutturata ma flessibile, basata sulla sinergia tra approccio scientifico e artistico.

  • Best practice osservate:
     

    • Programmazione settimanale equilibrata tra teoria, laboratori pratici, attività all’aperto e momenti di riflessione personale.
       

    • Inclusione di strumenti tecnologici (microscopi, intelligenza artificiale, fabbricazione digitale) nella routine creativa.
       

    • Attenzione alla sostenibilità ambientale, riduzione degli sprechi e utilizzo di materiali naturali.
       

Outcome 2 – Design e Sviluppo Sostenibile

Il corso ha fornito un approccio immersivo all’osservazione della natura come motore per la progettazione.

  • Fasi del processo apprese:
     

    • Osservazione: passeggiate, analisi al microscopio, disegno dal vero, fotografia macro.
       

    • Concettualizzazione: sviluppo di idee ispirate alla fisiologia degli organismi naturali e dei loro habitat.
       

    • Implementazione: creazione di prototipi mediante biofabbricazione e tecnologie digitali.
       

  • Progetto personale sviluppato:

Il mio progetto personale si chiama UsneaSkin: si ispira al lichene Usnea, noto come “barba di bosco”, per creare un materiale tessile innovativo. È un rivestimento modulare in fibre naturali biodegradabili (canapa, Tencel, alginato) con struttura 3D reticolare, traspirante e igroscopica. Assorbe umidità dall’aria, si irrigidisce o si rilassa a seconda del clima e cattura polveri e inquinanti. Integra pigmenti naturali sensibili a VOC, NOx e umidità che cambiano colore come bioindicatori ambientali. La sua manutenzione è semplice: si rigenera con aria o acqua, senza bisogno di energia elettrica. Si ispira ai principi biomimetici di resilienza, modularità e uso efficiente delle risorse. Garantisce sostenibilità ambientale (biodegradabile, a basso impatto) ed economica (duraturo, rigenerabile). Ha potenziali applicazioni in bioedilizia, tessuti tecnici, agricoltura, packaging e didattica. Risulta innovativo perché unisce in un unico materiale traspirazione, idratazione e indicazione visiva degli inquinanti. In questo modo diventa un “bioindicatore passivo” che migliora comfort e consapevolezza ambientale.

Ho proceduto per fasi:

Analisi biologica del modello
Studio delle caratteristiche chiave del lichene Usnea (idratazione passiva, bioindicazione, struttura reticolata, resilienza).

Traduzione in principi biomimetici
Trasformazione delle funzioni biologiche in proprietà del materiale (igroscopicità, reattività agli inquinanti, leggerezza e traspirabilità).

Definizione del concept materiale
Progettazione di un tessuto modulare 3D con fibre biodegradabili e pigmenti sensibili.

Selezione dei materiali strutturali
Valutazione comparata di fibre naturali (canapa, Tencel, alginato, bambù, chitosano, lana riciclata) per scegliere la base più idonea.

Individuazione dei materiali funzionali
Scelta di pigmenti naturali sensibili a VOC, umidità e ozono (antociani, curcumina, indicatori fungini/lichenici).

Progettazione del comportamento adattivo
Definizione della risposta dinamica (rigidità/elasticità e cambiamento cromatico in funzione di umidità e inquinanti).
Valutazione di sostenibilità
Analisi ambientale (biodegradabilità, processi a bassa energia) ed economica (durabilità, rigenerabilità, economie di scala).

Identificazione delle applicazioni
Applicazioni in bioedilizia, tessile tecnico, agricoltura, packaging e educazione.

Analisi dei limiti e miglioramenti futuri
Criticità: durabilità dei pigmenti naturali, efficienza a basse concentrazioni di VOC, adattabilità climatica.

Confronto con materiali esistenti e innovatività
Evidenziazione delle differenze rispetto ad altri materiali (multifunzionalità, biomimesi diretta, passività energetica).
 

 


 

2. Aspetti Trasversali

 

Sostenibilità ambientale

L’intero percorso formativo è stato costruito sull’etica della rigenerazione ecologica e del design circolare. L’approccio biomimetico impone uno sguardo lungo e un uso responsabile delle risorse.

  • Uso di biomateriali biodegradabili.
     

  • Produzione zero waste nei laboratori (es. fabbricazione additiva solo dove serve).
     

  • Attività in un Parco Naturale (Redes), che ha permesso di vivere un rapporto diretto con l’ecosistema.
     

Inclusione

Il laboratorio ha favorito uno spazio di apprendimento orizzontale e interdisciplinare:

  • Partecipazione di persone di età, formazione e provenienza differenti.
     

  • Attività adattate anche a chi non possedeva precedenti competenze tecniche.

     

Transizione Tecnologica

Il SummerLab ha mostrato come tradizione e innovazione possano coesistere:

  • Integrazione tra artigianato e fabbricazione digitale (stampa 3D).
     

  • Applicazione di AI generativa alla visualizzazione di progetti ispirati alla natura.
     

  • Utilizzo di microscopi digitali per portare la microosservazione nella pratica progettuale.
     

 


 

3. Valutazione Personale dell’Esperienza

Questa esperienza ha potenziato in me:

  • Una nuova consapevolezza sul valore del design come strumento di trasformazione culturale ed ecologica.
     

  • L’interesse per un approccio olistico e interdisciplinare alla creatività, in grado di unire scienza, tecnologia e arte.
     

  • Competenze tecniche da approfondire (biofabbricazione) e soft skills (osservazione attiva, pensiero sistemico).

 

4. Ritorni per We Do Fablab

Tutto il programma del Summer Lab offre spunti interessanti che si potrebbero sviluppare al Fablab, sia con l’aiuto o l’avvio di Laboratorio Biomimetico sia in maniera autonoma. Omegna è circondata di aree verdi e montuose in cui proporre attività di osservazione e disegno, finalizzate a ideare progetti da sviluppare all’interno del Fablab con i macchinari disponibili. 

Personalmente mi piacerebbe indagare le applicazioni artistiche di quanto appreso, magari coinvolgendo artisti e creativi in laboratori e attività che propongano l’approccio biomimetico per stimolare la produzione di nuove opere. Questo potrebbe tradursi in una full immersion di qualche giorno, una residenza artistica, dai cui esiti nasca una mostra.

Molto interessante anche l’applicazione nel campo della moda e dell’artigianato artistico.

Un altro aspetto interessante è quello dei testi di riferimento: durante la settimana di corso, per ogni argomento ci sono stati presentati vari libri, molti dei quali di case editrici spagnole e non reperibili in Italia. Potremmo stilare una lista di libri sui vari argomenti attinenti la biomimetica che possa essere consultata liberamente dal sito e, se ce ne fosse la possibilità, acquistare alcuni dei libri e renderli disponibili alla consultazione e/o al prestito per chi frequenta il Fablab.

 


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