FISH
Farmers Innovation Science Hub



Programma: Erasmus+ KA210-ADU - Small-scale partnerships in adult education
Durata del Progetto: 12 mesi (01/10/2024 - 30/09/2025)
Budget: 60.000 €
Entità Coinvolte:
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Applicant: IMAGINA, Educación y Ocio (Spagna)
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Partner: APS We Do Fablab (Italia)
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Partner: Associação Terra Maronesa – Comunidade Prática para o Desenvolvimento Sustentável (Portogallo)
Obiettivi del Progetto:
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Promuovere la sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare migliorando l'efficienza delle risorse, principalmente l'acqua.
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Introdurre nuove tecniche di produzione che combinano metodi tradizionali con tecnologie innovative (idroponia, acquaponia, sistemi di sensori).
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Offrire opportunità di apprendimento per adulti, sviluppando conoscenze e competenze pratiche.
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Favorire la resilienza delle comunità attraverso sistemi produttivi sostenibili e inclusivi.
Risultati Attesi:
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Manuale formativo: Una guida per l'implementazione di metodologie sostenibili per la coltivazione di piante e pesci, adattabile a diversi contesti economici e ambientali.
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Programma di formazione: Percorsi educativi per adulti finalizzati all'acquisizione di competenze verdi e innovative.
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Portale web: Una piattaforma per condividere informazioni, risorse e risultati, facilitando la diffusione e la trasferibilità del progetto.
Attività Principali:
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Ricerca e creazione di risorse didattiche: Studio delle tecniche esistenti in idroponia e acquaponia, con coinvolgimento delle comunità locali.
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Corsi di formazione: Sessioni pratiche in Italia, Portogallo e Spagna per insegnare tecniche di produzione sostenibile.
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Evento moltiplicatore: Un evento finale per condividere i risultati del progetto e sensibilizzare il pubblico sui temi affrontati.
Temi Principali:
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Sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare.
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Tecnologie verdi: idroponia, acquaponia e sistemi di monitoraggio digitale.
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Integrazione sociale e sviluppo di competenze per l'autoconsumo e la produzione locale.
Gruppi Target:
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Collettivi e associazioni: Entità educative, culturali e produttive che già operano nell'ambito agricolo o sociale.
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Individui: Persone interessate all'autoconsumo e alla sostenibilità, con o senza esperienza nel settore.
Impatto Atteso:
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Diffusione di pratiche sostenibili e innovative per affrontare sfide come il cambiamento climatico e la scarsità idrica.
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Rafforzamento della resilienza comunitaria e promozione di uno stile di vita più sostenibile.
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Creazione di sinergie tra enti educativi, sociali e produttivi in ambito europeo.
Contatti:
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Sito web: Hydroedulab
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Manual de Acuaponía en italiano

Montaje y programación sistema Micro:bit en italiano
REPORT MOBILITA'
21-22 Aprile 2025 - Trasferta a Villa Pouca de Aguiar, Terra Maronesa
Nei giorni 21 e 22 Aprile il team di We Do Fablab, composto da Gabriele Sasso, Massimiliano Ferrè e Alice Briola, si è recato presso Vila Pouca de Aguiar, Vila Real, nel cuore dell’area Maronesa per dare inizio alle attività di scambio nell’ambito del progetto FISH. Di seguito l’elenco delle attività svolte presso l’associazione ospitante “Terra Maronesa”.
Lunedì 21 Aprile 2025
09:30 - 19:00 Visita di campo che si è articolata in diverse tappe all’interno dell’area Maronesa, incontrando diversi esperti di Terra Maronesa che ci hanno illustrato i diversi progetti Life in cui sono attivamente coinvolti. Il comune denominatore delle attività di campo che ci hanno illustrato sono: il ripristino dell’ecosistema agricolo, rigenerazione del suolo, ripristino della biodiversità dei terreni agricoli abbandonati, gestione integrata degli ecosistemi agricoli e del paesaggio, approccio sostenibile, collaborazione con diverse realtà locali ed europee, networking.
Nella foto, evidenziato in verde, possiamo osservare l’area che ha interessato le nostre visite, l’area Maronesa.

Tappa 1 - visita allo spaccio della carne prodotta nell’area Maronesa, illustrazione dell’area di intervento, delle politiche di allevamento estensivo e di macellazione, illustrazione delle certificazioni CLIMA+, dell’etichettatura Terra Maronesa per la garanzia del benestare animale e della qualità della carne prodotta.

All’interno del progetto Life CLIMA+ lavorano in collaborazione sette produttori differenti che si impegnano, tramite politiche agricole sostenibili di restare sotto la soglia critica di produzione di CO2. Gli allevamenti di razza Maronesa sono estensivi, la produzione è scarsa rispetto alla domanda di mercato, la carne è disponibile stagionalmente. Uno degli aspetti interessanti trattato nel progetto Life CLIMA+ è la gestione degli attacchi dei lupi. Il lupo, predatore di vertice, ha un ruolo molto importante nell’ecosistema agricolo, per questo gli allevatori sono tenuti a provvedere ad adottare sistemi/azioni di protezione e di sicurezza che possano portare alla prevenzione degli attacchi. La razza Maronesa è una razza molto resistente con un comportamento poco amichevole, le femmine si manifestano molto aggressive soprattutto appena hanno partorito; il lupo per questo tende a non approcciarsi.
Le condizioni climatiche locali sono molto particolari, l’influenza dell’Oceano Atlantico è molto forte in quest’area che si manifesta molto eterogenea e di complessa gestione. La razza Maronesa si contraddistingue dalle altre per essere una razza molto resistente, di montagna, una razza chiave per l’ecosistema agricolo. La sua presenza promuove diverse successioni di specie chiave per la ricchezza del terreno.

Tappa 2 - Marco, esperto agronomo di Terra Maronesa ci ha guidati nei pressi di un allevamento facente parte dell’associazione, ci ha raccontato delle tecniche di gestione integrata dell’habitat pastorale. Ci ha narrato dei trattamenti di mobilizzazione dei micro e macro-nutrienti del suolo agricolo abbandonato utilizzando superfosfato e calcare magnesio. Questo importante trattamento permette la produzione di fieno per nutrire le Maronese. Ci ha raccontato dell’importanza delle successioni ecologiche e delle reti di interazioni tra le specie che promuovono un ambiente biodiverso e ricco, che vede la diminuzione delle specie invasive che sono un grosso problema non solo per la perdita di biodiversità ma che promuovono anche la generazione degli incendi molto frequenti sul territorio portoghese, in maniera particolare nell’area Maronesa. Ci siamo poi recati a visitare l’allevamento. Ci hanno raccontato le loro tecniche di rigenerazione dell’habitat pastorale e di allevamento estensivo, ci hanno mostrato anche i danni provocati dall’incendio di Settembre 2025. Alvino, allevatore di nuova generazione, ci racconta che attualmente il grosso problema è l’abbandono della professione. Le nuove generazioni stanno cercando di automatizzare i sistemi di allevamento e di mantenimento del territorio, si stanno sviluppando tecnologie tali da poter superare alcuni scogli che ancora esistono in ambito della produzione e della gestione di un allevamento estensivo di questo tipo che si trova a far fronte ad un clima che cambia e che cerca di applicare una gestione pastorale integrata e sostenibile promuovendo la biodiversità e la rigenerazione del suolo.

Tappa 3 - castagneti e pinete: Marco ci ha mostrato le varie problematiche dovute ad una cattiva gestione di specie invasive e di piaghe come la “tinta” (parassita fungino) ed il “cancro”. Ancora una volta ci sottolinea l’importanza di una visione ecosistemica, integrata per gestire al meglio il territorio e per promuovere politiche agricole più sostenibili. Il terreno di queste zone è influenzato da due masse d’aria distinte: Mediterraneo ed Atlantico, come si vede dalla mappa. Il fronte Oceanico è molto più impetuoso e dominante mentre si manifesta più dolce quello Mediterraneo. Per questa ragione in sede di gestione integrata va sicuramente valutato il fattore micro-climatico dell’area. Il terreno è molto acido in questa zona, va trattato con estrema cura e studio.
Nella prima figura si osserva un castagno affetto da cancro.
Nella seguente foto possiamo osservare invece una piccola pianta di castagno nata da un castagno di mille anni che abbiamo visitato successivamente insieme al padre di Duarte, un esperto di innesti che ci ha illustrato come eseguire un innesto nel modo più efficace possibile.
Tappa 4 - visita alle pinete Terra Maronesa adibite all’estrazione di resina. Un ingegnere socio di Terra Marronesa ci ha guidato nella pineta illustrando i vari metodi di estrazione di resina. Abbiamo scoperto un nuovo metodo che stanno sperimentando di più efficace estrazione. Alcuni scatti che mostrano il sistema superato (sacchetti appesi) ed il nuovo (con sigillatura che contrasta la raccolta di acqua piovana).

Tappa 5 - piccola passeggiata nella pineta protagonista della raccolta dei funghi all’interno di Terra Maronesa

Martedì 22 Aprile 2025
Visita alla “Casa Pocuaria”, luogo ricco di storia e di notizie sul lavoro in corso di Terra Maronesa. Luis ci illustra ancora una volta l’interesse rispetto a questa terra davvero unica: ci racconta che la zona nasce in mezzo a due placche tettoniche, per questo motivo, poco distante da Vila Pouca sono presenti affioramenti di sorgenti idrotermali che rendono ricco ed unico questo ambiente agro-pastorale. Per questo motivo la zona è interessata dal progetto Life CLIMA+ di cui ci narravano il primo giorno; questo progetto rappresenta una grande opportunità di collaborazione tra paesi partner europei (Francia, Grecia, Spagna, Portogallo), grande opportunità di creazione di occupazione in ambito agro-forestale e di recupero di habitat abbandonati e degradati e valorizzazione dei territori agro-pastorali e delle comunità locali. Questa struttura nasce proprio per accogliere scuole, turisti, esperti, interessati e raccontare queste pratiche. Duarte ci racconta infatti la storia affascinante del territorio Maronese e delle tre razze allevate (capre e mucche).

Ancora una volta il tema ricorrente è proprio l’approccio multidisciplinare, ecosistemico ed integrato per risanare la biodiversità locale ed il paesaggio agricolo.
Alla fine della visita e del racconto di Duarte, ci riuniamo tutti insieme per un momento di tavola rotonda di presentazione ed approfondimento del progetto FISH e di conoscenza un po’ più nel concreto delle realtà italiana e spagnola che ospiteranno i prossimi appuntamenti di scambio e formazione.

19-20 Maggio 2025 - Accoglienza a Omegna, We Do Fablab
Durante la tappa italiana del progetto FISH – Future Innovation for Sustainable Habitats, We Do Fablab ha accolto i partner di Imagina, Educación y Ocio (Spagna) e Terra Maronesa (Portogallo) per due giornate di scambio, formazione e sperimentazione sui temi della sostenibilità ambientale, dell’innovazione agricola e dell’uso delle tecnologie open source in ambito educativo.

Lunedì 19 Maggio 2025
09:30 - 11:00 La giornata si è aperta con un tour interattivo del Fablab, durante il quale i partecipanti hanno esplorato le attrezzature e le tecnologie digitali (come stampa 3D, taglio laser e sistemi IoT) applicabili ai contesti agricoli e ambientali. Un’occasione per riflettere su come la fabbricazione digitale possa supportare la prototipazione di strumenti didattici utili a sensibilizzare sui temi della sostenibilità ambientale, in linea con le finalità del progetto FISH.


11:00 - 12:00 A seguire, è stato condiviso un approfondimento sui progetti di tutela dei laghi del territorio del Verbano-Cusio-Ossola, con particolare attenzione al concetto di rigenerazione ecologica degli ecosistemi locali e al monitoraggio partecipativo, temi centrali anche nelle esperienze portoghesi e spagnole.

12:00 - 12:30 Successivamente, il gruppo ha visitato VCO Formazione, ente partner di We Do Fablab in progetti educativi rivolti a giovani a rischio dispersione scolastica. Questa visita ha offerto l’occasione per confrontarsi su metodi di didattica inclusiva e laboratoriale applicabili anche al contesto agricolo e ambientale.

13:30 - 14:00 Nel pomeriggio, i partecipanti hanno ricevuto cenni introduttivi sui biomateriali, con un focus sulla possibilità di utilizzare scarti naturali e soluzioni biologiche come alternative sostenibili alla plastica, coerentemente con l’approccio circolare promosso

14:00 - 16:00 La visita è poi proseguita agli orti sociali di Omegna, dove grazie a Pro Senectute odv è stato approfondito il funzionamento dei sistemi wicking bed e delle torri idroponiche, soluzioni che permettono di ottimizzare il consumo idrico e favorire la coltivazione anche in contesti urbani o con risorse limitate.

16:30 - 18:00 La giornata si è conclusa con una challenge pratica: i partecipanti, divisi in gruppi, hanno costruito dei prototipi in miniatura di wicking bed, mettendo in pratica le conoscenze acquisite e dimostrando come la progettazione collaborativa possa stimolare creatività, spirito di iniziativa e apprendimento attivo.

Martedì 20 Maggio 2025
09:00 - 12:00 La seconda giornata è stata dedicata a un workshop sul monitoraggio elettronico dei parametri ambientali, utilizzando la scheda BBC micro:bit e l’expansion board IoT:bit. I partecipanti hanno sperimentato in prima persona l’utilizzo di sensori per rilevare dati su temperatura, umidità, luminosità, suolo e rumore ambientale, con l’obiettivo di comprendere come queste tecnologie possano essere impiegate in contesti educativi e agricoli per promuovere osservazione, consapevolezza e gestione sostenibile delle risorse.
Questa attività rappresenta un naturale sviluppo delle esperienze maturate in precedenti progetti Erasmus+, come Citizen Sensing, e si collega direttamente agli obiettivi di FISH: costruire strumenti low-cost e open source per supportare comunità educative, coltivatori e cittadini attivi nella transizione ecologica.



2-3 Giugno 2025 - Trasferta a Sevilla, Spagna
Nei giorni 2 e 3 Giugno il team di We Do Fablab, composto da Gabriele Sasso, Massimiliano Ferrè e Alice Briola, si è recato a Sevilla, per proseguire le attività di scambio nell’ambito del progetto FISH. Di seguito l’elenco delle attività svolte presso l’associazione ospitante “Imagina, Educación y Ocio”.
Essendo l’acquaponica l’argomento chiave della formazione in Spagna, abbiamo avuto modo di incontrare sin da subito alcuni membri dell’Associazione Plantio Chinampa, tra cui Pepe Lobillo Eguíbar, uno dei massimi esperti sul tema, in territorio spagnolo.
Lunedì 2 giugno 2025
10:00 - 11:30 - Tappa 1
Visita al Colegio Salesiano Santísima Trinidad: ci accoglie il professore di Scienze per mostrarci, all’interno di una serra di circa 50 m^2, un impianto di acquaponica di importanti dimensioni, perfettamente funzionante e integrato nei percorsi didattici: orto didattico ed acquari con diverse specie riprodotte ed allevate in loco.

Da subito Pepe, con il supporto di alcuni collaboratori, ci ha introdotto il funzionamento di un sistema acquaponico, cercando passo dopo passo di approfondire l’argomento arricchendolo con dettagli tecnici e curiosità.
In un sistema acquaponico, pesci,piante e comunità batteriche vivono in mutualismo, simulando così un piccolo ecosistema proprio come avviene in natura.
I pesci producono ammoniaca attraverso i loro scarti. I batteri nitrificanti presenti nel biofiltro convertono l’ammoniaca, tossica per le comunità biologiche, in nitriti e poi in nitrati, che rappresentano un nutriente ideale per le piante.
Le piante, assorbendo i nitrati, contribuiscono a depurare l’acqua, che torna così pulita ed ossigenata nel serbatoio dei pesci.
Il sistema è completato da una pompa (il cuore del sistema) che garantisce la circolazione continua dell’acqua tra la vasca dei pesci e il letto di coltivazione.
In sintesi, il sistema è circolare: scarti dei pesci → nutrienti per le piante → acqua depurata → pesci.
Un ciclo virtuoso che permette di coltivare piante e allevare pesci risparmiando acqua e fertilizzanti. Nel collegio dei Salesiani, il docente di Scienze ci illustra altri due piccoli acquari adibiti alla riproduzione di gambusie e di gamberi d’acqua dolce. Le lezioni strutturate dal docente non sono solo connesse all'impianto acquaponico, ma anche alla riproduzione delle suddette specie per lo studio del loro ciclo vitale e per la sperimentale produzione di mangime per i pesci acquaponici.

La FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, promuove l'acquaponica in tutto il mondo come una soluzione sostenibile per la produzione alimentare, in particolare in aree con scarsità di risorse naturali.
Da subito abbiamo notato una notevole complessità nel mantenimento del sistema, sia per quanto riguarda la pulizia e la manutenzione, sia per quanto riguarda l’equilibrio delle variabili chimiche in gioco.
Il sistema è autonomo nel funzionamento in sé ma ovviamente è necessario un costante monitoraggio.
Un piccolo automatismo introdotto all’interno di questo sistema è un erogatore automatico di cibo per pesci. Generalmente vengono somministrati 50g di cibo per metro quadro di coltivazione (stima da dati FAO).
Analizzando il contesto locale ci viene spiegato che a Sevilla l’acqua è generalmente dura (ricca di sali di calcio e magnesio) e questo può ostacolare l’assorbimento di alcuni nutrienti da parte delle piante, in particolare il ferro e il potassio. Di conseguenza è necessario a volte somministrare potassio per via fogliare (nebulizzato) e ferro chelato, che rimane stabile e disponibile per l’assorbimento radicale anche in condizioni difficili (ad esempio in acque dure o a pH elevato).
Un allarme in tal senso può essere rappresentato da foglie secche e gialle.
L’installazione acquaponica in esame prevede l’allevamento di carpe, tilapie e gamberi di fiume. In questa circostanza Pepe ci sottolinea come sia importante contestualizzare il sistema acquaponico in funzione delle specie allevabili, sia per questioni legali (alcuni pesci non possono essere allevati in alcuni paesi), sia per questioni tecniche (alcune specie sono più complesse da gestire all’interno di spazi artificiali).

I sistemi acquaponici più orientati alla produzione prevedono l’utilizzo di un filtro biologico e un filtro meccanico che aiutano la colonizzazione dei batteri.

E’ interessante scoprire che il sistema in questione viene utilizzato effettivamente dall’Istituto per apportare alimenti (pesci e verdure) alla mensa scolastica e approfondire il programma didattico di scienze. Nell’area esterna della serra ci sono diversi sistemi di coltivazione in stile “wicking bed”, che vengono alimentati d’acqua grazie ad una pompa programmata.
Pepe, attraverso dei piccoli pannelli esplicativi, ci spiega dove ha effettivamente scoperto l’acquaponica, nella sua forma più primitiva: anni fa, a Malaga, vide all’interno di uno stagno pesci e diverse tipologie di piante galleggiare all’interno di vassoi, sotto i quali evidentemente si formavano i batteri necessari al ciclo acquaponico.

Ci sono quindi stati anticipati alcuni dei principali sistemi acquaponici, come quello definito “famigliare” o “australiano”, che Pepe ha contribuito ad installare in diversi plessi abitativi in Sevilla, in cui il pesce allevato per eccellenza è la Tilapia, che richiede spazi relativamente ristretti e poche competenze tecniche, una specie che si dimostra inoltre resistente al clima Sevillano.

11:30 - 13:30 - Tappa 2
Visita alla Escuela Técnica Superior de Ingeniería Agronómica
Qui un professore ci ha mostrato alcune serre professionali, all’interno delle quali erano stati installati diversi impianti acquaponici, tra cui un sistema verticale e orizzontale composto da tubi in PVC.
L’elemento sorprendente di questi sistemi non riguardava tanto la tipologia o la quantità di pesci allevati - le cui vasche vengono spesso coperte da teli ombreggianti per evitare che la luce porti alla crescita di alghe - quanto la quantità e la varietà di piante, anche tropicali, coltivate in spazi così ristretti. Altro aspetto fondamentale della coltivazione idroponica/acquaponica è l’assenza di parassiti comuni nella coltivazione in terreno.
L’università sta anche avviando progetti all’interno di serre completamente automatizzate e controllate da remoto, che prevedono l’avvio di un impianto acquaponico “a perdere”: l’acqua, dopo aver circolato e nutrito le piante, viene semplicemente scaricata. Questo tipo di sistema è meno efficiente dal punto di vista dell’uso dell’acqua ma permette di intervenire sul PH dell’acqua in due fasi distinte (habitat pesci, irrigazione piante), senza quindi dover trovare un compromesso che in alcuni casi non è ottimale per chi vuole ottimizzare la produzione.
15:00 - 16:30 - Tappa 3
Visita al Parque Alamillo
Durante la visita al Parque Alamillo, uno dei principali polmoni verdi di Siviglia, abbiamo esplorato un'ampia varietà di specie botaniche, tra cui quercia da sughero, arancio, carrubo, giuggiolo, fico e numerose piante mediterranee e subtropicali. Il parco rappresenta un esempio concreto di biodiversità urbana, fondamentale per la resilienza ecologica, la tutela della fauna locale e il miglioramento della qualità dell’aria e del suolo in contesti metropolitani.

16:30 - 19:00 - Tappa 4
Formazione Acquaponica Team FISH
Nel pomeriggio Pepe, con l’assistenza di Juanma, ha illustrato al team del progetto FISH le diverse tipologie di sistemi acquaponici, mettendo in evidenza vantaggi e svantaggi.
Principali tipologie di sistemi acquaponici:
- Dalla vasca dei pesci, l’acqua viene pompata in una vasca posta a un livello superiore. Questa seconda vasca contiene argilla espansa e piante. Quando il livello dell’acqua supera una determinata soglia, l’acqua viene convogliata nuovamente nella vasca dei pesci attraverso un tubo. Il principale limite di questo sistema è la scarsa ossigenazione nella zona radicale delle piante.
Sistema ideale per la coltivazione di piante da frutto.

- A “cama flotante”. La pianta galleggia su un supporto di polistirolo estruso con argilla espansa e con le radici direttamente in acqua, dove vi sono anche i pesci (unico recipiente con altezza di circa 30 cm, meglio se posizionato in zone con poca luce). In questo sistema i batteri necessari vengono a crearsi naturalmente nella superficie inferiore del polistirolo

- A “film nutritivo (NFT)”. Sistema a ciclo chiuso in cui l’acqua proveniente dalla vasca dei pesci viene convogliata in uno o più tubi in PVC (di diametro opportunamente dimensionato), nei quali vengono praticati fori per l’alloggiamento delle piante, posizionate in appositi vasetti da idroponica. All’interno dei tubi, l’acqua scorre formando un sottile film che bagna le radici, garantendo al contempo un adeguato apporto di ossigeno.
Sistema ideale per la coltivazione di piante ornamentali.

In tutti i sistemi è necessario prevedere un’area dedicata alla proliferazione dei batteri che trasformano l’ammoniaca in nitriti e nitrati. Come illustrato bene dai Salesiani, il sistema deve sempre prevedere la presenza delle tre comunità biologiche: pesci, piante e batteri. A seconda della propria esigenza/dello spazio a disposizione/dei materiali recuperati, è possibile installare un impianto acquaponico a nostro piacimento.
Le fasi fondamentali per l’installazione di un sistema acquaponico:
-
montare il sistema per intero per verificare che non ci siano perdite
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inserire i batteri e mettere in circolo l’acqua (è il primissimo step, il più importante, detto “fase di maturazione”, esattamente come si fa in acquariologia).
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inserire dei pesci “pilota” e alimentarli con apposito mangime
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attendere che il sistema vada a regime
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inserire i pesci desiderati
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verificare che i nitriti si siano trasformati in nitrati
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alimentare i pesci
Operazioni da svolgere quotidianamente in un sistema acquaponico:
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monitoraggio della temperatura dell’acqua
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osservazione dei pesci e delle piante
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osservazione dei flussi d’acqua per controllare eventuali perdite
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nutrire i pesci
Operazioni da svolgere settimanalmente:
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monitoraggio del PH dell’acqua
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monitoraggio dei Nitrati (NO3) dell’acqua
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possibili trattamenti contro i parassiti delle piante
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possibili trattamenti per correggere deficit di nutrienti per le piante
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seminare, raccogliere, osservare
Pepe suggerisce di mantenere livelli di PH dell’acqua in cui ci sono i pesci a valori di 7-9 e 5-6 per l’acqua che irriga le piante.
Trattandosi spesso di sistemi a ciclo chiuso il valore del PH può essere mantenuto a circa 7.
Operazioni da svolgere ogni due settimane o mensilmente:
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compensare l’evaporazione dell’acqua (senza cloro)
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cambio dell’acqua (senza cloro), con asportazione di sedimenti e depositi sul fondo dei recipienti
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pulire la pompa
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pure spugne filtranti
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riempire i recipienti di immagazzinamento dell’acqua (il cloro evapora progressivamente nell’arco di 48 ore, meglio se se l’acqua viene messa in circolazione)
Svantaggi o limitazioni dell’acquaponia:
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costi energetici
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costi dovuti a imprevisti energetici (es.: interruzione dell’energia elettrica con conseguenti problematiche legate al benessere di piante e pesci)
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disponibilità di differenti specie di pesci e relativi prezzi
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limitazioni legali sull’allevamento di alcuni tipi di pesci
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disponibilità del cibo da somministrare ai pesci
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adattamento di alcune specie di pesci al clima del paese
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resistenza dei pesci ad un’acqua di bassa qualità
Vantaggi dell’acquaponia:
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risparmio idrico
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assenza di fertilizzanti chimici
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pesci e piante di qualità senza residui chimici pericolosi
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basso o nullo impatto ambientale
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due fonti di reddito economico (pesci e piante) che condividono la stessa infrastruttura
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Efficienza produttiva simile o superiore all’acquacoltura o agricoltura tradizionale
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pesci e piante sono meno soggetti a malattie grazie all’equilibrio dell’ecosistema.
Durante le dimostrazioni pratiche viene anche mostrato come è possibile ovviare al problema dell’ossigenazione nel sistema 1, aggiungendo un compressore per acquario con due uscite, per aggiungere ossigeno nella vasca dei pesci e delle piante.

Nel sistema 3 è importante prevedere un tubo iniziale che, con sezione maggiore, possa ospitare un filtro meccanico (spugna e/o tessuto della cappa); questo filtro è fondamentale per prevenire l’effetto di “eutrofizzazione” dell’acqua che comprometterebbe la presenza di ossigeno e la proliferazione dei batteri buoni del biofiltro (calza a maglia fine con argilla espansa) che verrà utilizzato per la proliferazione dei batteri.

Martedì 3 giugno 2025
10:30 - 12:30 - Tappa 1
La mattinata del secondo giorno di attività è stata dedicata ad approfondimenti legati al tema dell’idroponica, dove abbiamo assemblato un sistema idroponico verticale di base costituito da tubi in pvc disposti orizzontalmente.

13:00 - 14:30 Tappa 2
Visita a Itálica.
Abbiamo visitato il sito archeologico di Itálica, antica città romana situata nei pressi della città. Tra imponenti resti di anfiteatro, mosaici e strutture urbane, abbiamo riscoperto il legame tra storia, territorio e paesaggio mediterraneo.

16:30 - 19:00 Tappa 3
Corso Acquaponica.

Il pomeriggio è stato dedicato a un vero e proprio corso formativo, aperto alla comunità. Durante l'incontro sono stati ripresi e approfonditi i temi già illustrati in precedenza, con la partecipazione di circa 40 persone, tra cui botanici, naturalisti, ed esperti di ittiologia. In questa fase è stato inoltre illustrato nel dettaglio il funzionamento del sistema a campana a sifone, ampiamente utilizzato nei sistemi acquaponici australiani e nei grow bed.

La campana a sifone serve per ottenere un ciclo automatico di:
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riempimento del letto di crescita con acqua ricca di nutrienti (proveniente dalla vasca dei pesci)
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svuotamento rapido del letto
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mantenimento delle radici delle piante ben ossigenate
Questo avviene senza bisogno di valvole o temporizzatori, solo grazie a un fenomeno fisico.

Il presente progetto è finanziato con il sostegno della Commissione europea.
L’autore è il solo responsabile di questa pubblicazione (comunicazione) e la Commissione declina ogni responsabilità sull’uso che potrà essere fatto delle informazioni in essa contenute.
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